Città più sicure? Basta inviare l'esercito!

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Di fronte alle ultime novità in fatto di sicurezza ci si può chiedere se esse siano il frutto necessario della fase di follia (o paura, che dir si voglia) collettiva, che il Governo interpreta e a cui da voce, oppure se non sia piuttosto il risultato di una classe politica delirante in uno Stato altrettanto malato. Siamo al punto in cui uno stato che vorrebbe definirsi democratico, nel “pacchetto sicurezza” inserisce un emendamento che prevede l’uso temporaneo delle forze armate (esercito!) nelle città italiane, come soluzione al problema della criminalità.

Ma uno stato che manda i propri eserciti a presidiare le città non può definirsi democratico. Se tale soluzione può essere ammessa in caso di guerra, civile o meno che sia, non si può accettare in tempo di pace. Anzi non è altro che un’ulteriore  limitazione delle libertà fondamentali di ogni individuo. Oltre a ciò il ministro La Russa, che l'ha proposto e continua a sostenerne l'utilità, non deve essersi reso conto del forte e negativo impatto psicologico che può provocare la vista dell’esercito per le strade cittadine: più che una maggiore sicurezza ci sarà un aumento della paura e della diffidenza, oltre la costante sensazione di allarme.
 

La cosa che forse maggiormente stupisce è vedere come nemmeno le proteste dei corpi di polizia e delle altre forze dell’ordine abbiano sconfessato il pericolo che il decreto venisse approvato. Le forze dell’ordine regolari infatti si sentono delegittimate della loro funzione e la proposta alternativa era quella di aumentare il numero delle forze di polizia, piuttosto che affiancarvi l’esercito.
 

Ma anche su questo punto c’è poi da discutere. Le città più battute dalle forze dell’ordine diventeranno effettivamente più sicure? La risposta è: dipende. Perché non sempre le forze dell’ordine fanno il loro lavoro in maniera obbiettiva e alcune categorie di soggetti si prestano meglio di altri ad essere maltrattati ed arrestati anche per dei crimini effettivamente non commessi o comprovati. Ci si può riferire ad un fatto increscioso, che non ha avuto la possibilità di salire all'onore delle cronache, accaduto nella giornata di venerdì 20 giugno in un parco del centro della città di Verona. È stato arrestato, infatti, un ragazzo “punkabbestia” polacco, che viaggiava per l’Europa con la propria fidanzata. La cosa che stupisce è che non sembrava esistere alcun reale capo d’imputazione che ne giustificasse l’arresto: i documenti erano in regola, nella zona non vi erano limitazioni per quanto concerne le possibilità di bivaccare e non creavano disturbo, tranne forse agli occhi di qualche benpensante per il quale se una persona non è omologata non ha il diritto ad esistere.

Ma cosa accadde quindi? Una squadra di sette poliziotti, sul posto per far sì che un concerto si svolgesse in tutta tranquillità, si sono avvicinati ai ragazzi per un controllo. E due di loro imbracciavano il manganello. Dopo una lunga discussione in toni abbastanza concitati hanno condotto il ragazzo in questura.
E' questa la strada per rendere più sicure le città, emarginando chi è diverso, o bisogna cercare qualche altra soluzione?  
 

Dopo questa breve  e doverosa divagazione, ritorniamo al nosto emendamento che viene ad arricchire il DDL n. 92 del 23 maggio 2008, proposto in parlamento da Ignazio La Russa il 17 giugno del corrente anno.
Compare proprio sul sito di AN del 18 giugno la dichiarazione del ministro: L'esercito è molto più efficace delle forze di polizia o delle ronde cittadine, nel momento in cui si debba scendere in piazza. E' un atto d'amore sostiene. Un atto d'amore nei confronti di uno "stato di diritto"? Il numero di militari impegnati nel controllo delle città è salito alla cifra di tremila, dai 2.500 previsti in prima istanza. e il decreto dovrebbe essere operativo per un anno, con la possibilità che esso venga rinnovato nel caso in cui avesse esiti positivi. Maroni non parla invece di militarizzazione della città, quanto più di "potenziamento dell'attività di controllo". Ancora La Russa rassicura che le forze militari impiegate saranno quelle precedentemente impegnate nelle missioni di pace all'estero. E ciò, secondo i ministri, dovrebbe far sì che il comune cittadino si senta più sicuro e tranquillo.
 

E il governo-ombra? Non sostiene l'emendamento del governo effettivo e promette di opporsi alla sua approvazione. Non ci resta che sperare che si ricordi di essere un partito d'opposizione, almeno a livello teorico, e che si commporti come tale. Perchè in nessuno stato libero l'esercito pattuglia le strade e controlla i cittadini.
 

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