Nessuno si sarebbe aspettato una debacle del centro-sinistra così netta e sconcertante, eppure è un fatto su cui bisogna riflettere in modo costruttivo per il nuovo futuro politico che deve affrontare questa "Terza Repubblica", come è stata denominata da molti giornali: l'Italia vota a destra!
I dati del sociologo Ilvo Diamanti, apparsi all'indomani del voto sul giornale "La Repubblica" parlano chiaro: "Il successo di Berlusconi è stato netto. La sua coalizione ha ottenuto oltre 17 milioni di voti alla Camera. Circa 3 milioni e mezzo in più dell'alleanza Pd e IdV, che sosteneva Veltroni. Dal punto di vista territoriale, il Pdl è il primo partito in 67 province, il Pd in 35, la Lega in 6. Il Pd prevale nelle tradizionali regioni rosse (Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche). Inoltre, nelle nuove regioni "rosa" del Centrosud: Molise e Basilicata. Mentre crolla in alcune regioni dove, negli ultimi dieci anni, si era consolidato. Fra tutte: la Campania."
Il successo leghista."La Lega si impone ovunque, nel Nord padano.Supera il 30% in 5 province: Sondrio, Verona, Bergamo, Vicenza e Treviso. Ma in altre 20 va oltre il 15. La sorpresa di chi continua a sorprendersi dei successi della Lega, a intervalli regolari, è, quindi, fuori luogo. Oggi è il partito che ha più storia tra quelli presenti in Italia. Viene da lontano. Ha quasi 30 anni. È radicato. Governa città e province. Nel 1993 (qualcuno lo dimentica) conquistò Milano. Malgrado il profondo rinnovamento dell'offerta politica degli ultimi mesi, quindi, la geografia del voto non è cambiata. Le fedeltà politiche territoriali degli italiani appaiono più forti di ogni influenza mediatica. Più vischiose di ogni personalizzazione."
E la sinistra? "Su 10 elettori dei partiti di sinistra radicale, infatti, sembra che meno di 3 siano rimasti fedeli, altri 2 abbiano votato per il Pd e IdV, seguendo il richiamo del voto utile. La metà di essi, invece, si è divisa equamente, fra l'astensione e altre formazioni politiche. In minima parte di estrema sinistra, soprattutto di centrodestra. Per il Pdl, nel Mezzogiorno. Per la Lega, in molte zone del Nord."
I giovani italiani. Da un sondaggio commissionato, nelle settimane precedenti il voto, dal Corriere della Sera alla società IPSO e relativo alla preferenza elettorale dei giovani italiani, tra i 18 ed i 24 anni, risultava che i giovani italiani sentono l'attrazione delle forze politiche estreme: il 15% segnalava la sua preferenza per la Sinistra Arcobaleno e il 15,2% per la Lega Nord. Il più votato era il PD col 31,4% dei voti, mentre il Popolo delle libertà prendeva il 21,7%. L’UDC di Casini raggiungeva l’11%. La Destra a sorpresa ha gli stessi voti di Di Pietro: circa l’ 1,4%.
Ne risultano penalizzati specialmente i partiti di massa, considerati forse più tradizionali: sia il PD, sia, in misura ancora maggiore, il PDL, il cui elettorato è mediamente più anziano di età. Non appare danneggiata, invece, l'area di centro. Ci troviamo, insomma, di fronte ad una coorte di giovani significativamente più decisa degli anni passati. E, per questo, orientata verso forze con proposte che appaiono loro più nette o "radicali", sia sul piano strettamente politico, sia su quello etico-religioso.